Art Sweet Art: la piattaforma web che ti porta a casa una residenza d’artista

Giovedì 12 Maggio nel contesto del prestigioso festival Fabbrica Europa, che si tiene presso la Stazione Leopolda di Firenze, verrà presentato il progetto Art Sweet Art. Un’idea molto interessante che non sappiamo se sia il primo esempio del genere, ma che ci ha colpito e che crediamo possa avere un ottimo riscontro o sicuramente suscitare un certo interesse.

La piattaforma permette ai privati che vogliono arricchirsi di un’opera d’arte di vederla addirittura realizzata in casa propria attraverso una residenza d’artista. Allo stesso tempo si possono invitare anche gli amici a viverla con loro, si potranno seguire dei workshop con l’artista e magari potrà instaurarsi quella viralità tale che tutti vorranno ospitare a casa propria un’artista ed un suo lavoro.

Attraverso il sito artsweetart.net, il proprietario di casa individua l’artista che preferisce tra coloro che hanno aderito al progetto; successivamente si stabilisce la tipologia di intervento da parte dell’artista. L’artista sarà ospite nella casa del committente, facendo confluire quest’esperienza inedita nella realizzazione dell’intervento.
Sono 12 gli artisti che hanno aderito al progetto finora: Francesco Capponi (1976), Lorenzo Cianchi (1985), Francesco Ciavaglioli (1983), Federica Gonnelli (1981), Manuela Mancioppi (1976), Ilaria Margutti (1971), Leonardo Petrucci (1986), Marta Primavera (1979), Carla Rak (1978), Giorgio Tentolini (1978), Carlo Trucchi (1981), Maria Teresa Zingarello (1985). Una rosa composta da profili diversi, rappresentanti di poetiche e pratiche eterogenee – dall’installazione alla pittura, dalla performance alla fotografia, dalla scultura al video – con l’obiettivo di venire incontro alle esigenze e ai gusti di ogni tipo di “collezionista”.

Ne abbiamo approfittato per fare qualche domanda ai creatori del progetto Laura Caruso e Saverio Verini.

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L’artista Francesco Ciavaglioli con la famiglia Caruso-Francini, nel corso della prima residenza di Art Sweet Art, ad Arezzo.

1) Come avete avuto l’idea di Art Sweet Art?
Alla base c’è una piccola storia personale. Laura, che aveva da poco ristrutturato casa, era alla ricerca di un’opera da allestire nella propria abitazione. E’ così che è nata l’idea – quasi uno scherzo, inizialmente – di non acquistare un’opera bell’e pronta, ma di affidarne la realizzazione “su misura” a un artista, ospitandolo a casa, facendolo entrare in contatto col vissuto di Laura e della sua famiglia, vedendo infine cosa sarebbe emerso da questo incontro. Così, di comune accordo, abbiamo deciso di sperimentare questa formula invitando l’artista Francesco Ciavaglioli che, per una settimana – preceduta da un sopralluogo e alcuni contatti email – ha vissuto insieme a Laura e alla sua famiglia, condividendo insieme a loro pasti e momenti di svago, raccogliendo infine gli elementi per la realizzazione dell’opera, come documentato nel sito artsweetart.net. L’esperimento ha funzionato e così ci siamo detti che sarebbe stato bello provare a replicarlo ed estenderlo.

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Manuela Mancioppi, TemporaryRelationships, 2014. Opere indossabili. Dimensioni variabili.

2) Come è previsto che si sosterrà economicamente il portale ed il vostro impegno?
Fin da subito ci siamo posti la questione della sostenibilità del progetto. A ispirarci sono state alcune realtà – su tutte il portale couchsurfing.com – che fondano la propria attività sullo scambio – quasi un “baratto” – e sulla condivisione. Questa dinamica però non esaurisce tutte le esigenze per la realizzazione del progetto. Le persone che vogliono invitare l’artista a realizzare un intervento per la propria abitazione – o magari “regalarlo” a qualche amico – sono chiamate a investire una cifra (che può comunque variare in base alla portata dell’impegno e dell’opera da realizzare) che contribuirà a coprire spese di produzione, fee per l’artista e una parte delle spese di organizzazione. Si tratta di cifre accessibili e comunque basse rispetto a ciò che si ottiene in cambio: un’opera originale, concepita per quello specifico contesto e frutto di uno scambio unico tra artista e “committente”. Ci sono già delle richieste e si stanno organizzando nuove residenze nei prossimi mesi. Il progetto prevede inoltre la creazione di una rete di soggetti privati e pubblici che interagiscono e contribuiscono alla sua realizzazione: al momento sei Comuni della Valtiberina – Sansepolcro (AR), Città di Castello (PG), Anghiari (AR), Citerna (PG), Monte Santa Maria Tiberina (PG), Monterchi (AR) – hanno aderito a Art Sweet Art per far sì che il territorio sia incubatore di questo modello innovativo. I Comuni aderenti vedono nel progetto sia un valore sociale e culturale significativo, ma anche una forma sostenibile di promozione del territorio. Una volta realizzato un certo numero di residenze si creerà infatti un “museo diffuso” che toccherà le case private, rendendole così accessibili e parte di un itinerario originale e alternativo per i turisti e visitatori che vorranno conoscere i luoghi e le opere interagendo con i suoi abitanti. E poi c’è anche un altro partner, l’Azienda G&P Cosmetics con il suo brand Sens.ùs, ma di questo parleremo meglio più avanti.

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Gli oggetti personali della famiglia Francini-Caruso, fonte di ispirazione per l’opera Vita quieta, realizzata da Francesco Ciavaglioli.

 

3) Quale altro ruolo attivo e/o curatoriale avrete o avrà la piattaforma nel processo della residenza d’artista e nella realizzazione delle opere?
Per prima cosa abbiamo cercato di adottare dei criteri nell’individuazione degli artisti che finora hanno aderito al progetto: da una parte proponendo una scelta ampia di linguaggi e codici espressivi (pittura, fotografia, installazione…), di modo da poter venire incontro ai gusti e alle esigenze dei vari “committenti”; dall’altra scegliendo artisti che – per tipologia di lavoro o per attitudine – potessero adattarsi a trascorrere del tempo in casa di persone per lo più sconosciute e trarne ispirazione per la realizzazione dell’opera. Il nostro ruolo sarà quello di mediare ogni fase di questo processo creando un clima di collaborazione e facendo in modo che ogni intervento rispetti insieme le istanze del committente e permetta all’artista di esprimersi secondo il proprio sentire. Inoltre, quando sarà possibile, cercheremo di collaborare con il proprietario – o i proprietari – di casa (famiglie, coppie, single, case condivise) per creare in ogni residenza occasioni di condivisione e irradiamento dell’esperienza. Favoriremo dunque l’organizzazione di incontri, laboratori e presentazioni nel contesto sociale del soggetto ospitante. Nel corso della prima residenza, per esempio, Francesco Ciavaglioli ha tenuto un laboratorio didattico in una scuola materna di Arezzo. Altro momento saliente sarà l’inaugurazione, che si trasformerà – come già accaduto durante la prima residenza – in un “vernissage condominiale”. Il valore del progetto sta anche in questo aspetto di coinvolgimento e apertura.

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Carla Rak, La mano morbida, 2014. Scultura a uncinetto, cashmere. 170x 55 cm.

 

4) Notando alcuni sostenitori e supporter di “Art Sweet Art” pare che l’iniziativa sia aperta anche ad aziende e società che magari vogliono arricchire con opere d’arte i propri uffici o le proprie sedi: ce lo confermate?
Ci fa piacere tornare sul ruolo di G&P Cosmetics, di cui parlavamo prima. Si tratta di un caso, non frequente, in cui una importante realtà imprenditoriale decide di scommettere e investire sull’idea di due giovani “progettisti” culturali. Susan Campbell, imprenditrice e Direttrice marketing dell’azienda, ha assistito all’inaugurazione della prima residenza di Francesco Ciavaglioli ad Arezzo, entusiasmandosi da subito per il progetto. In effetti l’azienda ha realizzato al proprio interno una galleria d’arte permanente, inaugurata due anni fa con un’esposizione di dieci opere originali di Andy Warhol. Si tratta di un vero e proprio spazio sospeso sopra le macchine di produzione e il confezionamento, a disposizione dei dipendenti e accessibile a chi desidera visitarla. Opera&Art, questo il nome che l’azienda ha scelto per dare identità al progetto, nasce per testimoniare l’importanza e le affinità elettive che opere d’arte e manodopera hanno in G&P Cosmetics. Si è creato dunque un contesto di condivisione di valori che ha portato G&P Cosmetics a sostenere economicamente il progetto in questa fase iniziale e stiamo sviluppando idee per il futuro. Per il momento il nostro focus rimangono gli interventi nelle case di privati, ma siamo aperti a ogni possibilità che sia in linea con il nostro obiettivo di favorire processi artistici all’insegna della partecipazione e della condivisione – anche in collaborazione con un’azienda, perché no.

Che dire, a noi di Cotton il progetto Art Sweet Art piace e ci ha convinto alla grande, chissà che in futuro non possa nascere una qualche collaborazione. Nel frattempo vi invitiamo a seguirli anche su Facebook a questo link.

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Mr. Cotton

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