Ieri, oggi e design: piatti chiari amicizia lunga

C’è Design e design. Come c’è Arte ed arte: figurativa o decorativa che sia. Ad ogni modo, Arte e Design si intrecciano da sempre: innumerevoli i casi di artisti prestati al design e di designer che finiscono per fare arte.
Ciò non significa però che questa operazione “cross” riesca a tutti: soprattutto quando poi chi la compie rischia di banalizzare un’opera riducendola ad una semplice provocazione concettuale mista a strategie di marketing.
Magari la pensate diversamente ma a me tale appare il lavoro di Maurizio Cattelan, con la collaborazione del fotografo Pierpaolo Ferrari, per Seletti: una collezione di oggetti di arredo, per la casa e per la tavola, raccolti sotto il nome di Toiletpaper.

tavola
Toiletpaper by Seletti

Tra i vari pezzi realizzati si trovano dei coloratissimi piatti in porcellana le cui fattezze molto ricercate fanno più pensare ad un uso decorativo piuttosto che pratico. I piatti, piani, misurano 27 cm di diametro e come riportato sullo store ufficiale di Toiletpaper riproducono immagini frutto dell’arte e dell’umorismo nero di Cattelan e Ferrari.

piattiserie
Toiletpaper, piatti in porcellana (Maurizio Cattelan, Pierpaolo Ferrari)

Colori primari saturi a più non posso: culi, ma anche dita mozze, rospi e stura-lavandini, immagini vagamente dissacranti e vagamente disturbanti caratterizzate da una indisponente e presuntuosa volontà di essere a tutti i costi “pop”, senza la seppur minima consapevolezza che la “pop-art” non ebbe inizio con le serigrafie di Warhol e con il design di Gufram ma con loro ebbe fine.

Cattelan sveglia!!! il pop lo abbiamo visto in tutte le salse e le zuppe (Campbell). Produci qualcosa di nuovo o altrimenti ci teniamo quanto di bello è stato fatto e resta tale ancora oggi (tranquillo, ce lo terremo a prescindere). Come, ad esempio,  le decorazioni di quel genio (vero) di Piero Fornasetti, forse il più originale e trasversale tra gli artisti italiani dell’ultimo secolo.

pierofornasetti
Piero Fornasetti

Fu pittore, stampatore, grafico, collezionista, stilista, artigiano e realizzò, si stima, circa 13 mila tra oggetti, decorazioni, progetti e disegni: piatti dal décor unico, caratterizzati da un segno  inconfondibile, a cavallo tra gli affreschi rinascimentali e la pittura metafisica. Eccezionali i suoi ritratti di donna su piatti di porcellana: volti eterei, fiabeschi, capaci di sprigionare una bellezza onirica e nello stesso tempo carica di humor.

volti
Piatti in porcellana (Piero Fornasetti)

Fantasia e virtuosismo si bilanciano in Fornasetti in splendida armonia e, senza bisogno di citare alcunchè o chissà chi o di dover far uso di stampe ad alta qualità e violenti cromatismi, le sue immagini ci affascinano da quasi un secolo (fu nel 1933 che iniziò ad esporre alle Triennali di Milano).
La grazia e l’eleganza, che a quanto pare non ispirano più gli artisti odierni, sono valori saldi della sua opera e del suo stile che, senza tempo, continuerà a stupirci per molto ancora.
«Non credo né alle epoche né alle date», diceva Fornasetti: «Un artista che vuole avere successo non è un artista. È solo una persona che vuole avere successo»

(Michele)  PinterestFacebookTwitter

Share:
Michele Emme

Michele Emme

Lascia un commento