Interview: Urban Stories, la curatrice e un pezzo di mondo dei graffiti

Oggi si conclude la mostra Urban Stories in cui quattro + 1 artisti con differenti espressioni e tecniche sono stati riuniti in un unico spazio espositivo – Seedo, Via Guglielmo Marconi 70, Roma -. Alekos Reize , Antonello Macs, Fabrizio Loid De Tommaso, Luigi Mario Orgh e Warios sono quattro  o meglio cinque artisti, promotori di un’arte che sempre più si spinge oltre i confini della strada, ma che mantiene quel carattere urbano che dà il nome all’esposizione. L’evento culturale è stato curato da Gloria Viggiani, alla quale ho sottoposto qualche domanda per scoprire qualche dettaglio oltre l’immagine.

Cosa ti ha portato ad organizzare una mostra che racchiudesse in un unico spazio quattro artisti con stili completamente diversi?

Urban Stories nasce prima di tutto per portare in questa città una visione evoluta di quelli che sono i graffiti, cultura che dalla maggior parte delle persone viene vista come “vandalica”. Ho voluto portare in mostra questa parte della scena underground dove troviamo artisti di grande talento e dalle capacità tecniche di grande livello. Il mio tentativo è di portare la qualità artistica che a Roma manca. Credo che in molti abbiano dimenticato un po il senso di molti aspetti importanti che compongono il senso oggettivo di quello che è un determinata tipologia d’ arte. La scelta degli artisti è stata abbastanza immediata perché volevo portare quattro artisti che fanno parte della cultura dei graffiti e che allo stesso tempo fossero anche degli stili completamenti personali e unici. Nell esposizione abbiamo sia il lettering che i character. Gli ho scelti completamenti differenti per dare anche possibilità al fruitore di vedere più qualità e bellezza possibile in un unica situazione.

Quali sono stati gli elementi che ti hanno fatto scegliere questi quattro artisti piuttosto che altri?

La scelta come dicevo è stata immediata e dettata dalla qualità, poi chiaramente Macs Loid Orgh e Reize sono dei miei cari amici che rispetto come persone oltre che come artisti. Era tanto che desideravo unirli in un esposizione perché insieme danno il giusto sound good alla collettiva, e i ragazzi dello spazio Seedo mi hanno dato la possibilità di realizzare questa esposizione. Prossimamente avremo altre collettive con tante nuove storie.

Quali sono le storie urbane raccontate dagli artisti nel 2016?

Il titolo della nostra esposizione “Urban Storie” nasce dal fatto che tutte le opere di questa collettiva sono delle storie raccontate sia in opere singole che in serie.
I racconti delle opere di Macs sono rappresentati dai suoi personaggi, persone reali che molto spesso incontra nei suoi viaggi e con cui instaura un dialogo ascoltando i loro trascorsi e decide cosi di ritrarli nei suoi lavori.
La serie di tele realizzata invece da Reize propone un’esplorazione figurata del processo creativo alla base di un opera. L’ opera, dipinta come un enorme ambiente urbano in miniatura, viene rappresenta tramite una visione assonometrica che ne consente una visione impossibile, virtualmente illimitata ed onniscente. L’ autore, un gigante senza volto, interagisce con l’ opera tramite una serie di azioni caratteristiche del processo creativo, dalla concezione fino ad arrivare alla distruzione. I racconti delle composizioni di Orgh nascono da quello che incontra e osserva tutti i giorni e in particolar modo si sofferma sui problemi ambientali e sulla passione per gli animali creando poi con la sua immaginazione una storia che lega tutti questi fattori. Le storie raccontate da Loid si focalizzano molto sullo step iniziale ovvero la ricerca dei personaggi che fotografa in giro per strada percui persone nella loro vita quotidiana gli elementi che lo colpiscono sono l abbigliamento, la posa e la luce. Dopo di chè comincia ad elaborare il suo personaggio inserendo degli elementi come ad esempio i caschi che li danno un alone mistico oppure elementi completamenti estranei, che creano degli immaginari surreali, appartenenti alla sua linea stilistica che cura nel minimo dettaglio insieme alla tecnica.

Come pensi si possa essere evoluta una tale differenza di tecnica partendo da un’ unica matrice, ovvero il graffito?

Le tecniche pittoriche che utilizzano i nostri artisti spaziano dalla matita all’ acrilico e dall’acquerello allo spray. Tutti loro vengono dai graffiti ma questo non vuol dire che il primo approccio è stato con lo spray, anzi molti hanno iniziato sin da bambini a disegnare poi la passione e la voglia di crescere tecnicamente e sperimentare altri supporti come può essere la tela ad esempio è naturale e spontanea come provare materiali e tecniche pittoriche diverse. I graffiti sono l inizio di uno stile di vita si entra in una cultura che ti porta ad avere le possibilità di girare conoscere persone con la stessa passione e trovarti a conoscere altri writer con cui condividere la propria passione ed osservare le varie tecniche di pittura a spray. Se poi facciamo un discorso più generale dagli anni 80 l’ evoluzione si è avuta per merito dei materiali più tecnici gusti che si evolvono che vale sia per i character che i lettering, poi come dicevo prima l evoluzione è qualcosa di naturale chiunque è desideroso di migliorarsi e fare tutto al meglio insomma la voglia di crescere in tutto.

Pensi che il passaggio della strada ad uno spazio espositivo o galleria sia un passaggio spontaneo?

Credo che il passaggio sia spontaneo per molte persone, anche questa è una crescita sull’aspetto artistico di un artista. Il riscontro positivo di un pubblico è un ingrediente fondamentale che aiuta a fare sempre meglio e da la possibilità di aprirsi ulteriori canali di visibilità. Soprattutto per chi desidera fare di una propria passione un mestiere.

Quali sono le reazioni di coloro che vengono a visitare la mostra?

Fortunatamente abbiamo avuto tutte reazioni positive, molte persone sono rimaste sorprese perché non conoscevano gli artisti nonostante alcuni di loro sono di fama internazionale. Altre sono state felici del fatto che sia riuscita a portare qualcosa di alta qualità e sopratutto differente dalle solite cose che si vedono a Roma.

Come credi si evolverà l’ ambiente delle gallerie in relazione ai graffiti?

Spero bene, all’ estero è da un pezzo che i graffiti sono in galleria, il problema è l’Italia che non è ancora pronta alla bellezza di questa cultura. Io sto tentando almeno a Roma di dare visibilità ai graffiti e portare le persone a conoscere questo mondo.

Per saperne di più, questo è l’evento ufficiale facebook.

Per conoscere meglio la curatrice potete andare qui sulla sua pagina facebook.

Intervista e testi sono a cura di Anya Baglioni

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Fabrizio “Loid” De Tommaso

 

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Anya Baglioni

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