Wall Of The Week: Giulio Vesprini per Cantiere Bellezza

Il Wall of the week di questo sabato lo dedico ad un artista straordinario, un caro amico che riesce sempre a sorprendermi, fa cose bellissime mettendosi sempre in discussione con i suoi colori, con l’anima e con il cuore: Giulio Vesprini. E anche in questo muro per il progetto Cantiere Bellezza di cui oggi vi parlo in queste brevi righe viene fuori la sua personalità e la sua capacità di parlare al mondo che lo circonda attraverso la sua arte.

L’opera realizzata dall’artista marchigiano protagonista di oggi su Cotton Mag si intitola “Cerchio G025” e lo potete trovare a Cervia, in provincia di Ravenna, un comune nel quale opera il Condominio Solidale Pantera Rosa, nato con lo scopo di promuove la residenzialità autonoma di persone fragili e metterle in relazione con il resto della comunità locale e l’opera di Giulio secondo me rappresenta la vera essenza di questo nobile proposito: forme diverse e di diversi colori si intersecano lungo la superficie del muro e tra le linee dritte delle finestre che sembrano tanti occhi che guardano lo spettatore mentre osserva questa bellissima danza cromatica senza fine. Un’opera impressionante per la bellezza, per il suo significato così come per le sue dimensioni e le immagini che seguono parlano chiaro. Ovviamente non potevo non interpellare la mente di questo capolavoro che ha gentilmente accettato di rispondere alla mia ormai celebre mini intervista che leggerete di seguito.

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foto di Davide Bovolenta

Parliamo di come sei finito nel progetto Cantiere Bellezza.

Mi ha contattato Antonella Perazza, curatrice di diversi progetti legati all’arte urbana tra cui Visione Periferica in Abruzzo. Mi ha proposto questo intervento perché conosce il mio pensiero, il mio modo di agire in certe dinamiche progettuali. Cantiere Bellezza è un progetto del Condominio Solidale Pantera Rosa di Cervia, ex colonia, il condominio oggi promuove un modello di residenza autonoma per persone fragili. Li aiuta a collaborare attivamente nel rispetto del condominio stesso.
 Una novità in Italia che per certi aspetti supera il concetto di residenza popolare. Come ci sono finito? Dicono per la capacità d’interazione che ho con le persone del posto, soprattutto nel dialogo con certe realtà, unendo il mio lavoro con il loro vissuto. Questo mi fa molto onore perché mi batto da sempre per un’arte urbana sincera lontana dai festival di circostanza e modaioli. Ringrazio personalmente Giulia, Bianca, Antonella e tutto il condominio che si è adoperato per la riuscita di tutto il lavoro. Persone fantastiche.

Raccontaci come è nata l’idea per la realizzazione di questa opera?

Ho scelto di partecipare con un murales perché ho percepito e poi appurato l’autenticità di un vero progetto sociale. Negli anni il condominio si è sviluppato, cresciuto, stabilendo un contatto reale con il territorio. Solo dopo aver posto basi solide di convivenza e gestione delle risorse si è potuto agire sul fronte trasversale dell’arte urbana. Questi lavori arrivano a colmare, chiudere un cerchio di attività serrate per integrare il condominio con lo spazio abitato di Cervia. Una delle poche volte dove l’arte urbana si toglie di dosso la responsabilità di recuperare, riqualificare, correggere e si mostra per quella che è bella, vera e per un sorriso strappato al triste quotidiano.

Cosa bolle in pentola?

Finire il progetto Vedo a Colori che mi vede impegnato dal 2009, una mostra personale per il 2017 ed un paio di……top secret!

Photo courtesy by the artist

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foto di Davide Bovolenta
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foto di Davide Bovolenta
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foto di Davide Bovolenta

 

 

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Eva Di Tullio

Eva Di Tullio

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