Wall Of The Week: tutti i lavori del progetto Je gaat het pas zien als je het doorhebt di Heerlen

Il primo wall of the week dell’anno non poteva non essere dedicato al bellissimo progetto Je gaat het pas zien als je het doorhebt (Bisogna guardare oltre le apprenze) di cui vi ho accennato qualche settimana fa perché da pochissimo sono stati completati tutti i lavori ad Heerlen e io che morivo dalla voglia di mostrarli anche a voi li ho raccolti in questo piccolo reportage che segue.

Avevamo chiuso l’anno con l’opera The Hatching of Humanity che Aleksei Bordusov aka Aec ha ideato per questa iniziativa che si è svolta nella città olandese di Heerlen e in queste immagini potete ammirare gli altri stupendi capolavori a cominciare da quello realizzato dall’artista spagnolo Aryz, il quale come come sempre incanta l’occhio dell’osservatore con le sue linee cromatiche vivaci che formano immagini molto romatiche o appartenenti a dimensioni surreali proprio come in questa ultima fatica. Altro mago dei colori è lo street artist inglese Ben Eine che in questo progetto ha dato vita alla parola Devastating (Devastante in italiano, ndr) seguendo il suo lettering piacevolmente inconfondibile. Abbandonando per un istante le peripezie cromatiche ci avventuriamo nel grande lavoro in conseuto stile in bianco e nero del duo di Rotterdam Bier en Brood ( Koen Harmsma e Jelmer Noordeman), il quale non si è limitato a creare qualcosa di grandioso ma soprattutto ha aggiunto quella dose di aspetto apocalittico che accompagna tutta la sua produzione.

Altri due artisti olandesi hanno preso parte al progetto, ovvero Serge Verheugen e Zedz, il primo con l’istallazione Doe Iets posta su un viadotto della città di Heerlen e il secondo, che tra l’altro ho avuto il piacere e l’onore di conoscere da vicino nell’edizione 2011 di Outdoor, con il suo astrattismo geometrico coloratissimo. Dzia, l’artista di Antwerp (Belgio) nonché fondatore della copyzine Krank, ha partecipato al progetto con una delle sue incursioni “animalesche” colorate ovvero una volpe che osserva una farfalla, con il quale sottolinea la sua predisposizione alla natura e al rapporto che questa instaura con l’osservatore attraverso l’arte. Un’ altra bellissima opera è quella dell’artista Francisco Silva aka NUNCA, uno specchio tenuto da una mano che riflette il volto di un primitico, il quale si confronta con i potenti mezzi tecnologici creati dall’uomo moderno, il quale molto spesso dimentica le sue radici e cambia drasticamente il suo destno e dell’intera comunità. L’ultimo lavoro della serie fotografica dedicata al progetto è quello dell’altro artista spagnolo Isaac Cordal, famoso per le sue statuette di cemento della serie Cement Eclipses che anche in questa iniziativa sono state disseminate lungo le strade della città di Heerlen in luoghi quasi invisibili ad ogni passante come il cornicione di un negozio, o magari all’ombra di una telecamera esterna o su un quadro elettrico. Si tratta di piccole sculture di individui isolati che passano inosservati ma che catturano l’attenzione dell’assurdità della loro stessa esistenza in un mondo così pieno di protagonisti nella cultura dell’apparire.

Tutte le opere del progetto hanno in comune l’invito alla riflessione sulla posizione dell’uomo nello spazio e nel tempo circostante, non solo quella di colui che vive ad Heerlen in questo momento storico ma si riferisce a tutti gli uomini e a tutte le donne che si chiedono quale sia il loro destino.

Photo credits by Henrik Haven

Aryz
Aryz
Ben Eine
Bier en Brood
Serge Verheugen
Dzia
Nunca
Zedz
Zedz
Zedz
Isaac Cordal
Isaac Cordal
Isaac Cordal
Isaac Cordal
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Eva Di Tullio

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